Fait Camillo

  • Data
    6 Giugno, 2020
    Numero: 438 Autore: Fait Camillo Titolo: Attese del sud Tecnica: Olio su tela Misura: cm. 50x70 Firmato: In basso a destra; sul retro firma e data 1984 Documenti: Certificato della galleria e dichiarazione di autenticità dell'artista su foto. Cornice: Si

Biografia

Camillo Fait nasce a Milano il 30 gennaio. Sua madre, Emilia, è di origine trentina. Il padre Daer, di origine turca, essendo cresciuto con una famiglia di zingari dediti alle arti e allo spettacolo, suona diversi strumenti tra cui il violino. Dipinge, fa giochi di prestigio e ombremania (sorta di profili intagliati sulla carta con le forbici). 1940 I colori del padre pittore lasciano un segno indelebile nella mente del giovane Camillo. 1943 A soli otto anni Fait impara a suonare il mandolino e la batteria. 1945 Con quest’ultima si esibisce negli spettacoli delle Forze armate americane in Italia, insieme con il padre. Abbozza i suoi primi disegni. 1946 I genitori si separano e viene sfollato in una casa rurale a Ferrera Erbognone nel Pavese. Rimasto impressionato alla vista dei corpi del Duce e della Petacci appesi a testa in giù in piazzale Loreto a Milano, disegna su tutti i muri del paese la scena. Scopre la forza evocativa delle immagini. 1947 Torna a Milano per essere chiuso in collegio, dove riesce solo a distinguersi in disegno. 1949 Esce dal collegio. E’ alle giostre sull’acqua che nasce la sua fissazione per le barche. 1950 Brucia i mobili per giocare agli indiani, e allaga la casa per navigare con il tavolo. La madre, visto il carattere ribelle del bambino, si trova costretta a mandarlo di nuovo in collegio con il fratello, complice dei suoi misfatti. Qui Fait segue le lezioni del Maestro Aligi Sassu e impara a lavorare la creta e a dipingere la ceramica. 1952 Per il bisogno di trasformare i sogni in realtà, ruba alla madre le lenzuola di lino nuove, per dotare di una vela la sua imbarcazione. Preparata con la camera d’aria di un camion, deve essere il mezzo che lo porterà fino a Venezia con un suo amico attraverso il Ticino e il Po. Grazie alla rinuncia di quest’ultimo, la trovata non si trasforma in una tragedia. 1954 Il suo carattere irrequieto lo porta ad affrontare diversi lavori, ma sono quelli di carattere artistico che gli danno più soddisfazione: dal ceramista al decoratore di bambole e targhe. 1955 La certezza di una passione sfrenata per il ballo lo porta ad imparare il boogie-woogie e il blues. Si esibisce nei circhi e nei locali esistenzialisti dell’epoca come il Santa Tecla e la Taverna Messicana. 1956 Visto il successo decide di aprire una scuola di ballo a Torino, dove nel frattempo svolge il servizio di leva. E comincia a dipingere a olio. Anche qui riesce ad attirarsi le ire dei superiori a causa della sua insubordinazione, e viene trasferito a Novara. Esegue il suo primo murales per l’ospedale militare. 1958 Dopo il congedo continua a lavorare come decoratore in una vetreria. Crea il vetro frontale della macchina da caffè Gaggia Cinque Stelle. Prosegue nelle esibizioni di ballo e approfondisce gli studi di chitarra. Con gli amici, fonda il gruppi I Milord, che propone i pezzi di Bindi e Gino Paoli. Il jazz è però, la sua vera passione. Ancora oggi questo genere di musica e la chitarra sono i suoi inseparabili compagni. 1960 La passione per la musica e per il disegno lo portano a lavorare per il mercato discografico: realizza così varie copertine di dischi e manifesti per concerti. Ciò non è sufficiente a smorzare il tormento artistico che gli arde dentro; così Fait intensifica la sua produzione pittorica, vendendo le sue opere all’interno di bar e locali. 1964 Si sposa con Mariangela, musa ispiratrice delle opere del suo primo periodo, e dei suoi primi acquerelli. […]